Ho già parlato precedentemente della qualità e dell'efficacia dei packaging che mi capita di incontrare nei supermercati a Pechino. Proprio ieri stavo facendo la spesa, cercando qualche nuova caramella. Per noi golosi l'incredibile scelta di caramelle e dolci vari confezionati è una tentazione irresistibile...
Esco dalla corsia dedicata ai dolci e mi imbatto in un espositore che attira la mia attenzione. Caramelle nuove, parrebbe. Prendo una delle confezioni (che vedete in foto) e mi avvio alla cassa.
Mentre sono in attesa di pagare, esamino i miei acquisti nel carrello, prendo in mano le ultime caramelle Sakura, con scritte totalmente in cinese e attraverso la finestra vedo le caramelle confezionate una per una: saranno morbide, dure, ripiene?
Mentre sto pensando a queste cose, una signora cinese, in fila dietro a me, comincia a parlarmi con ampi gesti....ovviamente non capisco nulla di quello che dice, ma la ringrazio ugualmente.
Ad un certo punto la casalinga Pechinese prende dal mio carrello le suddette "caramelle" Sakura e attira la mia attenzione sulle illustrazioni (piccolissime) presenti sul retro.
Dalle dette immagini si evince che non si tratta di caramelle, bensì di canfora (o cose simili) da metter nei cassetti e negli armadi.
Ovviamente acquisto ugualmente la confezione, per non fare brutta figura con la cortese signora.....per oggi, niente caramelle!
Angelo Faravelli
lunedì 9 maggio 2011
Il Mattone: ma che cos'è questa robina qua?
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