venerdì 13 marzo 2009

Il packaging è la risposta alla fame nel mondo.


La posizione redatta dall’Organizzazione Mondiale del packaging e dall’Organizzazione della Stampa Internazionale sul Packaging.Libera traduzione a cura di Monica SALVI

"A partire dalla Seconda Guerra Mondiale, la produzione globale di alimenti è cresciuta più velocemente di quanto abbia fatto la popolazione stessa, ed il costo degli alimentari è rimasto pressoché stabile. Oggi, tuttavia, assistiamo ad un’inversione di tendenza. ALCUNE popolazioni sono ridotte alla fame, ed i prezzi del cibo sono aumentati vertiginosamente.
Il risultato, in molti casi è che C'è cibo, ma non ci sono soldi, oppure troppo cibo in alcuni luoghi e, troppo poco in altri.
Come sempre, vengono indicate diverse motivazioni. l’uso di materie prime alimentari per altri scopi, quali l’alimentazione dei bestiami, o la produzione di carburanti.
Taluni sostengono che la produzione di bioplastiche (le plastiche prodotte da materie prima rinnovabili) pregiudichi la produzione alimentare.
Cambiamenti climatici, tariffe protezioniste e scarsa logistica sono ulteriori fattori indicati come influenti sulle forniture globali di cibo. Per far fronte alle carenze alimentari, è richiesta un notevole incremento di provviste entro il 2020, ma tale aumento non è legato ad un incremento della produzione. Attualmente, ingenti quantità di cibo vengono sprecate a causa di scarsi sistemi logistici, e discutibili processi di stoccaggio ed imballaggio, così come la mancanza di impianti per la catena del freddo. In alcuni paesi in via di sviluppo, si stima che il 50% della produzione alimentare vada persa a causa della scarsezza di tecnologia d’imballaggio, mentre nei paesi industrializzati, il cibo viene trattato con una tale noncuranza, che tra il 20% ed il 50% viene scartato poiché scaduto.
Inoltre, fino al 10% della frutta e verdura movimentata in Europa va perso. Vengono impiegate ingenti risorse per la produzione ed il trasporto di questi beni, che per lo più vanno persi a causa di un inadeguato imballaggio.
Questa è un’area d’intervento, in cui l’industria globale del packaging può contribuire positivamente alla sostenibilità e alla lotta contro la fame nel mondo. In genere, la gente ed i politici sono portati a considerare il packaging come una minaccia ambientale piuttosto che come uno strumento per la sostenibilità. Per esempio, l’uso di pochi grammi di plastica per la confezione viene spesso considerato peggiore della perdita di un Kg di pomodori, sebbene, considerando tutti i processi di produzione e di logistica, quest’ultima influisca sull’ambiente più di quanto il materiale di imballaggio.
Sebbene ci siano continue richieste per un minor uso di packaging, la soluzione a questi problemi è forse quello di usarne di più. Ciò significa un maggior numero di confezioni per più usi, e naturalmente combinati ad una continua riduzione del peso del packaging, grazia ad una migliore tecnologia ed allo sviluppo di processi per ogni singola confezione.
Assicurarsi che il cibo prodotto nei paesi in via di sviluppo sia correttamente confezionato, significa ottenere che maggiori quantità di cibo arrivino alla gente.
Come in ogni settore, ci sono delle lacune, ma in generale l’industria del packaging ha lavorato con successo per ottimizzare soluzioni di imballaggio negli ultimi decenni. E’ dunque vero, che l’industria globale del packaging può contribuire enormemente ad una maggiore prosperità e sostenibilità nel mondo, assicurandosi che maggiori quantità di cibo raggiungano più consumatori, e che lo stesso venga conservato in modo che ci sia una maggiore qualità e minori perdite."

Libera traduzione da :
Bo Wallteg
President International Packaging Press Organization
www.ippopress.com
Carl Olsmats
General Secretary
World Packaging Organization
www.worldpackaging.org

(Traduzione dell’articolo apparso su GLOBLPACKAGINGISSUES il 24.02.09)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

mah, capisco "tifare" per il packaging, kma ch le scatolette siano la soluzione alla fame nel mondo..........mah!