
Fonti segrete mi hanno appena informato che, nell'Ufficio di Babbo Natale, al Polo Nord, esiste una Business Division alla quale noi, "poveri" manager e imprenditori possiamo inviare le nostre richieste.
Attenzione però : non richiedete regali "fisici", Babbo se ne avrebbe a male. Si può semplicemente fare richiesta per regali "metafisici" ed intangibili.
Per aiutarvi, leggete la lettera. che ho spedito io.
Se vi va poi di scriverne una o di aggiungere qualche richiesta, inseritele come commenti a questo post.
Babbo Natale legge spesso il nostro blog : ho controllato su Google Analytics.
Spett
BABBO NATALE
Business division
POLO NORD
Caro Babbo,
in questo 2009 sono stato veramente bravo, forse troppo.
Ho lavorato un sacco , ho fatto poche vacanze, ho pagato tutte le tasse, ho pagato tutti i dipendenti e persino tutti i fornitori.
Per il 2010 ti chiedo principalmente di portare serenità e tranquillità a tutti i clienti. Mi piacerebbe vederli sereni, per aiutarli a affrontare meglio le sfide del mercato. Mi piacerebbe soprattutto tornare ai vecchi tempi dove spazio per ragionare sulle cose c'era sempre; dove, per esempio, la prova di stampa era per l'appunto una prova, da modificare e finalizzare, e non una sentenza di morte in caso non risultasse perfetta al primo colpo.
Ti chiedo di ricevere brief più ragionevoli, come una volta, dove le informazioni più rilevanti erano il Target, e la Brand Essence e non la data di consegna degli Esecutivi .
Ti chiedo che le aziende tornino come un tempo a distinguere uno studio grafico da un'agenzia, un fotografo da un'impresa di comunicazione. Dona anche un pò d'amor proprio alle agenzie, di modo che imparino a farsi meglio rispettare.
Ti chiedo di ridarmi la pazienza dei 30 anni quando non mi arrabbiavo mai, sorridevo sempre, persino alla banca che mi comunicava un insoluto Ecco, a questo proposito, vorrei anche che la banca mi comunicasse un pò meno insoluti. A fine mese mi telefona più spesso il Direttore dell'Istituto, di mia moglie.....!
Direi che per quest'anno posso fermarmi qui. Nel 2009 sei stato generoso con me, spero che tu lo possa essere anche nel 2010
Buon lavoro !
Angelo Faravelli
giovedì 3 dicembre 2009
CARO BABBO NATALE, BUSINESS DIVISION.
giovedì 22 ottobre 2009
UN ESEMPIO PER I BRAND LEADER CHE HANNO PAURA DI CAMBIARE

Io non lo so se i nuovi pack di Gatorade raggiungeranno il loro obiettivo , che è poi il medesimo di tutti i packaging : aumentare le vendite.
So però che a me questo restyiling rivoluzionario piace un sacco.
Lo trovo fresco, contemporaneo, personale e, incredibilmente, anche molto legato al passato.
Well done !
Angelo Faravelli
martedì 20 ottobre 2009
La comunicazione punta sulle mamme?

Stamattina, complice forse il freddo, che ha immobilizzato e ammutolito le mie bambine nei loro seggiolini, sono riuscita a sintonizzarmi su Radio 24, e una notizia ha subito catturato la mia attenzione: le donne che fanno figli non sono un costo per i datori di lavoro, anzi, possono essere una vera risorsa!
Io, madre di due figli, impegnata in un gratificante lavoro full time, e desiderosa di una nuova maternità, ho sempre sostenuto questa tesi: le madri lavoratrici sono spesso più motivate, la maternità è un’esperienza che migliora le prestazioni organizzative, aumenta il livello di sopportazione e aiuta a definire le priorità, e tutto questo bagaglio d’esperienza, non può che renderci delle lavoratrici migliori; però, io sono chiaramente di parte, per cui quello che è il mio pensiero potrebbe essere facilmente confutato da chi la pensa diversamente da me.
Ma ecco che stamattina, a sostegno della mia tesi, vengono in aiuto i risultati di una ricerca condotta dall’Osservatorio sul Diversity Management dell’Università Bocconi. La ricerca ha concluso che bisogna fare i conti con tre inossidabili pregiudizi, smentiti però dai fatti. Anzi tutto, non è vero che la legislazione sulla maternità nel nostro Paese sia tra le più protettive e generose; in secondo luogo non è affatto vero che più le donne lavorano, meno fanno figli: anzi, sono i Paesi con la maggior partecipazione al mercato del lavoro a essere i più fecondi; infine, il costo “vivo” della maternità è indiretto e molto contenuto: una maternità “pesa” sui conti dell’impresa solo lo 0,23% in più, e al suo rientro la dipendente supera i colleghi per efficienza e produttività. Esiste però una condizione imprescindibile: il sistema deve diventare più flessibile.
La Banca d’Italia stima che una crescita dell’occupazione femminile significherebbe un aumento del 7% del Pil, autorevoli istituti di ricerca, quali Catalyst o McKinsey, affermano con cognizione di causa, che il valore aggiunto delle donne - il loro stile di direzione, l’attenzione alle persone, la gestione delle relazioni, la prevenzione dei conflitti - porta le imprese ad avere risultati migliori.
Eppure, mi rendo conto, anche per quello che vedo capitare a molte amiche, che maternità e lavoro remunerato continuano ad essere percepite come inconciliabili.
L’agenzia di comunicazione dove lavoro io, mi appare davvero un’isola felice: certo non rivesto più il ruolo che avevo precedentemente ai miei congedi, ma non ritengo di fare meno per la mia azienda, o di essere meno competente o meno stimabile per il mio essere mamma...sono semplicemente diversa, e con una punta di presunzione, mi sento di dire, addirittura migliore di prima; ma non posso fare a meno di riconoscere, che questo mio essere migliore è possibile solo in virtù del fatto, che coloro che guidano l’agenzia in cui lavoro, mi offrono quotidianamente la possibilità di dimostrarlo.
Monica Salvi
giovedì 15 ottobre 2009
Tra creativi in tinello, big a 360 e piattaforme, il mercato muore

Riprendo un mio intervento apparso su YOU-MARK
‘La dura vita della piccola agenzia’, verrebbe da titolare. ‘E anche della specializzazione’. Aggiungendo, per fortuna che se ne parla. Perché youmark crede nella differenziazione, nella necessità che ognuno si possa ritagliare il suo posto al sole, proponendo know how e peculiarità differenzianti. Pure le piccole strutture. Pure quelle che non fanno advertising e pure quelle di provincia. Non a caso, abbiamo deciso di pubblicare un altro commento arrivatoci da un lettore. Angelo Faravelli, partner e responsabile clienti Advance Brand Appeal, di Crema. Pensare che basterebbe una professionalità diffusa per scongiurare il peggio. Ma saperlo non basta. Bisognerebbe farlo.
“Se la McCann afferma che il mercato è allo ‘svacco’, comincio a pensare che se è da un po' che lo dicevo pure io, forse, non avevo tutti i torti. La mia è una piccola agenzia (siamo in 11) , siamo specializzati nel brand e packaging design e abbiamo sempre fatto di questa specializzazione il nostro principale fattore di differenziazione.
Le strutture come le mie vengono ‘minacciate’ da attori che solo due anni fa o non c'erano o si occupavano d'altro. Le grandi agenzie a servizio completo, che vedono ridursi i loro fatturati e si ‘attaccano’ ovunque. Ma non solo. Ci sono i free lance (magari creativi lasciati a casa proprio dalle agenzie di cui sopra), che si comprano un computer e dal tinello si lanciano nel mondo del packaging design. Le piattaforme creative (tipo Bootb), con i clienti (anche grossi) che per progetti apparentemente limitati, come può essere il design di un brand o di un pack, a loro si affidano, prevedendo budget ridicoli. Tra l’altro che verranno assegnati solo dopo una gara con decine di strutture e di consulenti (che io immagino o alla canna del gas o senza esperienza alcuna). Ma non basta. Ci sono pure fotografi e stamperie che, avendo oggi poco da fotografare e stampare, simpaticamente ‘inseriscono’ il design (magari gratuito) nei loro servizi.
Certo sarebbe bello pensare che queste minacce siano sconfitte dalle professionalità del nostro mercato. Dalla professionalità di noi agenzie. Dal nostro know how talmente forte e riconosciuto da affrontare tutte le sfide. Dalla professionalità di marketing manager che, grazie all'esperienza e all'educazione, sono capaci di scegliere il partner adeguato. Che dite, dubitate? Beh, anch'io!”.
Angelo Faravelli
mercoledì 14 ottobre 2009
ODIO GLI SPOT PER LE AUTOMOBILI

Generalmente gli spot per le automobili sono , per me, quanto di meno creativo si possa immaginare.
Certamente tutti curatissimi , prodotti al top, costosi, ma irrimediabilmente simili tra di loro.
Devo dire che lo spot della nuova Saab, fa la differenza.
Complimenti.
Angelo Faravelli
lunedì 12 ottobre 2009
MAH !

Ok, sarà che sono antico ( sono nato all'inizio degli anni 60), sarà pErchè sono pure duro di comprendonio, ma rimango sempre perplesso (ecco il "MAH" del titolo) dalle gare creative che si svolgono sulle piattaforme dedicate.
L'iniziativa forse più famosa (almeno per me) BOOTB, mi ha appena inviato una mail con un brief per Vogue.
Vado a dare un occhio e leggo le prime righe del brief:
"L’obiettivo è quello di creare brand awareness, traffic building all’interno degli stores, aumentare il sell out di Vogue eyewear. .....Dobbiamo anche pensare ad un gadget che può essere anche un servizio da regalare a quanti acquistano un occhiale da sole. "
Voglio dire : un obiettivo niente male!!
Vien da dire che ci dovrebbero lavorare fior di professionisti, le menti più raffinate della creatività evoluta.
Ma, mi chiedo, quale mente raffinata è disposta a mettersi in gioco su un progetto tanto complesso per un budget di €920 (di cui mi pare il 20% vada alla piattaforma digitale medesima) ?
E se scorrete anche le altre gare, la distonia tra budget e complessità del progetto è evidente..
Magari mi sbaglio, ma la logica e la mia personale esperienza mi dicono che a queste gare possono partecipare professionisti "alla canna del gas" o giovani rampanti, senza esperienza, in cerca della prima occasione.
Io, se fossi un marketing manager, non metterei mai la mia marca nelle mani di nessuno dei due.
Angelo Faravelli
giovedì 8 ottobre 2009
IL BRIEF : elemento basilare per ottenere efficacia in comunicazione.

A tutti capita di incappare in operazioni di comunicazione che, immediatamente, sembrano strane, discutibili se non certamente errate.
La mia esperienza di comunicatore che ha lavorato per centinaia di aziende globali e locali, mi fa pensare che, forse, dietro quelle realizzazioni ci sia un brief incompleto, errato o addirittura inesistente.
Preferisco nemmeno segnalare quante volte capita che ci venga assegnato un progetto senza un brief scritto.
Siamo noi che, prendendo spunto da quello che ci ha detto il cliente in riunione, redigiamo un brief ufficiale, da far condividere ai manager.
Anche questo, secondo me, fa parte di un servizio professionale.
Senza una base scritta e condivisa, non si combina niente.
Banalmente "non c'è vento favorevole per chi non sa dove vuole andare.
E questo vale non solo per le mega campagne a base di spot e advertising tradizionale, ma è vero anche , e forse soprattutto, per lo studio di quegli strumenti che poi sono alla base del successo di un prodotto sugli scaffali, per esmpio il packaging.
Per dare un valore aggiunto a questo mio intervento, vi segnalo che a questo link potrete scaricare una dettagliata check-list per redigere un brief relativo a progetti di packaging design.
Il tutto è gratis, serve solo una brevissima registrazione.
Leggete la lista per il brief e ditemi cosa ne pensate. Con il vostro aiuto sarà certamente possibile migliorarla
A presto !
Angelo Faravelli
lunedì 28 settembre 2009
IL DESIGN NON VENDE

Proprio sabato parlavo con un industriale, produttore di biscotti, che sosteneva che in tempo di crisi la comunicazione ed il design diventano costi da tagliare, per lavorare sulle due uniche leve che convincono il consumatore : il prezzo (basso) ed il prodotto (buono): Fermo restando che il prodotto (buono) è , SEMPRE la "conditio sine qua non" di ogni storia di successo, chiederò all'industriale di cui sopra di dare un'occhio al pack che vedete qua.
Un esempio semplice ed efficace di come il design (in questo caso sia strutturale che grafico) possa dare valore al prodotto, creando una proposta unica, chiara, e quindi vincente.
L'azienda è canadese.
Angelo Faravelli
venerdì 25 settembre 2009
giovedì 24 settembre 2009
ESEMPIO DI SOSTENIBILITA’ POCO SOSTENIBILE ?

Leggo dal sito di ALTRO CONSUMO di una lampada da tavolo IKEA che funziona con panneli solari e pile ricaricabili.
Fantastica idea, oltretutto con un prezzo corretto : €19.99
Peccato che, come leggo sempre dal sito “…emette una luce insufficiente a leggere e scrivere….. il giudizio è tiepido. Anche quando è in massima carica non raggiunge mai la luminosità di una tradizionale lampada da tavolo e il suo raggio d'azione abbraccia un'area sufficiente a illuminare un libro: non è quindi sufficiente come fonte unica di illuminazione.”
Questo a dimostrazione di come sia difficile coniugare sostenibilità ed efficacia anche per un’azienda come IKEA, che è tra le prime al mondo nella difesa dell’ambiente.
Questo deve, secondo me, stimolare tutti noi a ragionare “sostenibile” ma anche ad essere , sempre, molto pragmatici.
Angelo Faravelli
mercoledì 23 settembre 2009
I DEMOCRATICI SONO TUTTI UGUALI ?

Parliamo ancora di comunicazione televisiva.
Ieri sera non mi sono perso su Sky la puntata del Letterman Show con Obama protagonista .
Grande mezz'ora di televisione dove non si capiva quale dei due protagonisti fosse più abituato a "bucare" il video .
Forse un pò "noiosuccia" (per noi italiani) la parte dove si parlava di sanità, ma lo stile del Presidente Nero è incredibilmente efficace e persuasivo.
Alla fine del programma, torno sulla nostrana RAI, e la prima cosa in cui mi imbatto è un primissimo piano dell'Onorevole Fassino a Ballarò.
Perchè ho immediatamente desiderato di essere cittadino " a stelle e strisce" ?
lunedì 21 settembre 2009
COMUNICAZIONE GIORNALISTICA IN TEMPO DI TRAGEDIE

Non so a voi, ma a me ha dato molto fastidio l'utilizzo delle immagini e dei filmati di quel piccolo bimbo con il basco.
Immagino ( e spero...) che i parenti siano stati informati e abbiano acconsentito.
Non voglio però parlare di loro : ammmiro la loro forza d'animo e rispetto il dramma che stanno vivendo.
Voglio parlare dei giornalisti che hanno utilizzato il piccolo in prima fila per confutare le loro tesi .
"Guardate il povero bimbo orfano, rovinato dal bieco imperialismo" dicevano, in estrema sintesi, i pacifisti a tutti i costi.
"Guardate il bimbo coraggioso, esempio di eroi patrioti che sono l'unica salvezza dell'Italia" ribattono oggi (sempre sintetizzando) i giornalisti più inclini ad appoggiare, sempre e comunque, le nostre imprese militari.
Oggi a me non interessa chi ha ragione. Non mi interessa se sia giusto ritirarsi dall'Afghanistan o sia meglio mandarci più soldati.
Oggi non posso che rattristarmi profondamente per quel bimbo innocente, sfruttato da giornalisti che hanno in mente solo di vendere più copie o di attirare più spettatori.
A proposito di etica in comunicazione...
A.F.
venerdì 18 settembre 2009
LA COMUNICAZIONE DEVE PER FORZA ESSERE ETICA?

Qualche giorno fa sono stato in UNICOM a seguire un'interessante conferenza che parlava (anche ) proprio di etica e comunicazione.
Argomento affascinante e molto interessante per me, che credo molto all'approccio sostenibile del packaging (etica e sostenibilità, ho scoperto, sono due concetti che vanno a braccetto..).
Cosa vuol dire però comportarsi eticamente in comunicazione?
A sentire certi discorsi, la mia paura è che si diventi tutti integralisti e ambientalisti estremi.
Se mi sento dire che l'unico packaging sosteniibile (e quindi etico) è "nessun packaging", come posso essere favorevole all'etica in comunicazione.
Secondo me quello che serve è equilibrio.
Se, per fortuna dico io, il consumatore moderno vuole mangiare la mozzarella di bufala campana seduto comodamente a casa sua a Pavia (o a Voghera se parliamo della mitica casalinga) io, come comunicatore ETICO , esperto di packaging non gli dico "arrangiati, se vuoi mangiarti la mozzarella devi andare a Napoli dove ci sono bufale."
No, io devo cercare di studiare un packaging che permett alla mozzarella di viaggiare da napoli a pavia, e quiandi al mio cliente ed a me di fatturare, con il minimo impatto ambientale.
L'inquinamento non è colpa del packaging, l'obesità non è responsabilità della comuncazione e le baby-gang non sono il frutto malato della pubblicità.
Per fortuna, la famiglia,l'educazione ed il buon senso hanno ancora tutte le possibilità di "difendere" l'individuo da noi comunicatori, che proviamo ad essere etici, ma in verità siamo dei "cattivoni capitalisti".
martedì 8 settembre 2009
Mai più senza

Questa volta parliamo di oggetti di design.
Su segnalazione di http://www.interistiorg.org/ non posso fare a meno di portare la vostra attenzione sull'oggetto che vedete in fotografia. Un pallone di marmo, con il logo del'Inter.
Un pallone ci marmo che costa €5.000.Più che uno schiaffo alla miseria, questo oggetto rappresenta una pernacchia all'intelligenza !
A.F.
venerdì 4 settembre 2009
PORNO NAMING

Mi è capitato di vedere su FX (un canale satellitare) un programma piuttosto strano.
Riporto la descrizione dal sito della FOX:
"Cosa accade dietro le quinte di un film hard? Chi sono i personaggi che si muovono nel mondo del cinema a luci rosse? CIAK SI GIRI è una docu-comedy in sedici episodi al seguito di una vera troupe, una singolare 'armata Brancaleone' che si avventura ogni volta in un diverso paese straniero per realizzare un film porno."
Innanzitutto voglio subito avvisare chi non ha visto il programma : non è una visione pornografica . Se le situazioni sono scabrose, ciò che si vede è più o meno simile a molti film "normali", nemmeno vietati ai 18 anni.
Vorrei però riportare la vosrtra attenzione sul naming del programma "CIAK SI GIRI". Un'invenzione geniale, che in tre parole riassume lo spirito della trasmissione.
A.F.
mercoledì 2 settembre 2009
Spiteful words can hurt your feelings, but silence breaks your heart
Quante volte ci è capitato di sentire o di usare espressioni come "il silenzio è d'oro", o di annuire e sorridere alla più ironica battuta "Meglio tacere e passare per idiota, che parlare e dissipare ogni dubbio.”
Anche in comunicazione si sente spesso la necessità di censurarsi: ci sono occasioni dove il buon gusto ed il rispetto dell'altro, rendono la censura uno strumento imprescindibile; obiettivi di marketing, strategie comunicative o scelte creative spingono i brand verso l’estrema sintesi, se non addirittura quella del silenzio, senza contare coloro che si affidano alle logiche delle verità non dette, meglio noti come para...(e qui la censura è d’obbligo).
Sebbene la sotto scritta sia notoriamente una gran chiacchierona, anch’io mi ero infine convinta, che fosse meglio tacere, soprattutto quando non sia ha nulla da dire, ancora peggio quando la verità è troppo scomoda; ma ieri una vera epifania ha nuovamente stravolto le mie convinzioni.
Dato che non è mia intenzione usare questo spazio per fare outing, mi limiterò a dirvi che ieri, dopo 20 anni da una serie di tragici lutti famigliari - che la famiglia di mio padre ha saputo affrontare solo con un gelido ed imbarazzato silenzio - una giovane donna ( vittima di un vuoto durato tutta la sua infanzia e adolescenza) ha bussato alla nostra porta e ha chiesto le ragioni di questo perpetrato silenzio, che non ha attenuato il dolore, che non ha cancellato la sofferenza, ma al contrario ha creato dei demoni, ha alimentato dubbi ed allontanato le persone, fino a frammentare una famiglia.
Il silenzio non è sempre la strada giusta, il silenzio è dei morti! La parola è vita; e anche quando dubitiamo della nostra capacità di saper comunicare, o temiamo di essere fraintesi, proviamo a sforzarci, non facciamoci intimidire o perfino ingannare dalla presunzione che “l’altro non capirebbe”.
E così le parole di Phyllis McGinley, premio Pulitzer per la poesia nel 1961 mi sembrano il giusto epilogo, anzi no, il giusto inizio di un nuovo rapporto famigliare.
Volutamente questo post non sarà corredato da alcuna immagine, da nessun fronzolo che distolga lo sguardo da ciò che realmente conta: la parola.
M.S.
CONTAMINAZIONE

Secondo me la contaminazione tra un linguaggio ed un altro, può essere fonte di ispirazione per creare progetti interessanti ed efficaci.
E’ il caso di questo succo di Sidro che sul pack (una normale lattina stampata a due colori), comunica con gli "emoticon", facendosi così contaminare dal linguaggio web.
Il pack risulta molto personale e conferisce al prodotto un appeal moderno, pur nella estrema semplicità grafica e cromatica.
Anzi, questa estrema sintesi è un plus molto importante della confezione.
A.F.
Su DeRica non si puo?

Mi fa sempre molto piacere quando un marchio storico rinnova la sua immagine.
So cosa vi è dietro questa faticosa decisione e quindi apprezzo il coraggio e la determinazione dei manager.
Nel caso poi del restyiling del marchio DERICA, il risultato è notevole : non si perde in riconoscibilità, ma si guadagna in modernità ed appealing.
Sono convinto che questo cambio, porterà nuovo impulso alle vendite del brand (che è poi l’unico obiettivo che tutti noi dovremmo cercare di raggiungere con i nostri progetti).
In conclusione un restyiling deciso, che da valore ai prodotti dell'azienda.
A.F.
RECENSIONI

DA OGGI IL BLOG INZIERA' A “RECENSIRE” MARCHI, NOMI E PACKAGING CHE VENGONO LANCIATI SUL MERCATO. PER CORRETTEZZA NON PARLEREMO DEI PROGETTI REALIZZATI DA ADVANCE PER I PROPRI CLIENTI.
LE RECENSIONI AIUTERANNO NOI A RIMANERE AGGIORNATI SU QUELLO CHE ACCADE E, SPERO, POSSANO SERVIRE A VOI CHE LEGGETE PER RIFLETTERE SUL NOSTRO FANTASTICO MONDO.
A.F.
giovedì 27 agosto 2009
LA VITTORIA DEL BRANDING

Tutti noi, per esperienza diretta o semplicemente per sentito dire, sappiamo che i bambini sono capaci di ammutolirci con affermazioni del tutto inaspettate; anche a me capita di restare senza parole davanti alle scoperte delle mie bambine, ma quello che ho sentito ieri, non mi lascia tranquilla come mamma, e tanto meno come donna di comunicazione.
Tardo pomeriggio di un afoso giorno di agosto, fingo di occuparmi delle mie povere piante e distrattamente ascolto Allegra e Sveva che giocano poco distanti da me; hanno trovato ed aperto delle scatole, in cui erano stati stipati vecchi giocattoli: li osservano ad uno ad uno, selezionano quelli più interessanti, ne discutono e li descrivono, tutto normale, finché una frase, anzi una parola, mi distoglie dalla mia attività di giardinaggio per constatare con i miei occhi.
La piccola - 30 mesi compiuti da poco - porge alla più grande, un piccolo cagnolino di peluche, decisamente insignificante per dimensione e caratteristiche rispetto agli altri giochi osservati, e facendole notare l'etichetta in cotone cucita accanto alla coda, sulla quale è visibile solo una grande M stilizzata, afferma: "Questa l'abbiamo comprata al Mac Donald’s, vero?” Avrete sicuramente capito che l’oggetto di conversazione è uno di quei gadget che vengono abbinati agli Happy Meal, e nello specifico si tratta di una promozione di parecchio tempo fa. Già allora, il povero cagnolino, dopo una prima occhiata, era stato accantonato e mai preso in considerazione, per cui dubito che il peluche sarebbe stato ricondotto a Mac Donald’s, se non fosse per l’etichettina con la M stampata.
Mi era già capitato che le bambine, vedendo la sopra menzionata insegna, mi chiedessero di entrarci, ma ho sempre pensato che il riconoscimento fosse più del luogo che del marchio; evidentemente mi sbagliavo oppure inizialmente poteva essere così, ma poi le logiche di branding hanno avuto la meglio, ed hanno saputo conquistare uno spazio nella testa di una bimba di 30 mesi, la quale, dopo aver riconosciuto in una minuscola M stilizzata nera (dunque neppure nei colori istituzionali), l’amato fast-food, indovinate cosa mi ha chiesto: “Mamma, andiamo da Mac Donald’s?!”
Monica Salvi
venerdì 19 giugno 2009
E' TEMPO DI GLOBAL MARKETING

Il 24 giugno aprirà i battenti il Global Marketing, e anche quest'anno Advance sarà presente all'evento.
Come tutti sappiamo, questo non è un buon momento per l'economia e gli affari in generale, ma è proprio per questo che bisogna cercare strade nuove per conoscere e farsi conoscere. Il Global Marketing, infatti, è un evento realizzato per mettere in contatto gli operatori dei settori del marketing e della comunicazioni. Noi di Advance saremo presenti sia con uno stand dove ci presenteremo e ci faremo conoscere, ma saremo anche parte attiva della due giorni bolognese: Angelo Faravelli, il direttore clienti, terrà infatti un seminario dedicato alla sostenibilità del packaging, un tema molto caro ad Advance, come molti di voi già sanno. L'appuntamento quindi è a Bologna il 24 e 25 giugno c/o Zanhotel & Meeting Centergross, a Bentivoglio (BO.
martedì 5 maggio 2009
UN FONT PUO' ESSERE SOSTENIBILE ?

Risultato molto interessante, ottenuto da SPRANQ Creative Communications di Utrecht : hanno ideato un font (o "una" font?) che fa risparmiare il 20% di inchiostro.
Leggo sul sito :
"quanto di una lettera può essere rimosso, pur mantenendo la sua leggibilità? Dopo lunghi test con tutti i tipi di forme, i migliori risultati sono stati ottenuti utilizzando piccoli cerchi".
Se volete saperne di più e addirittura scaricare gratuitamente il font, clikkate qui.
Alla prossima !!
Angelo Faravelli
lunedì 4 maggio 2009
Pensavo si parlasse di brand

Giorni fa, mi è saltata all'occhio questa pagina,,,pensavo si parlasse di contraffazzione di prodotti e di marchi : l'ho trovata molto efficace.
Solo oggi ho approfondito l'argomento e mi sono accorto che , in verità, si parla di protezione della biodiversità.....
Date un'occhio al sito www.saveyourlogo.org .
Complimenti alla Lacoste ed a tutte le aziende partecipanti : un utilizzo della sostenibilità in chiave di marketing davvero geniale.
P.S. Dato che il brand di ADVANCE è il pulcino vuoi vedere che possiamo partecipare pure noi?
mercoledì 8 aprile 2009
UN DRAMMA VALE L'ALTRO?

Lunedì sera mio sono sintonizzato sul Pocesso di Biscaldi, ospitato da 7GOLD.
Sento che stanno parlando di un dramma. Bene, mi dico, si sono resi conto che parlare di calcio proprio stasera non è il caso.....
Mi accingo quindi a seguire con più interesse la tramissione. Dopo pochi secondi, mi accorgo che il dramma di cui stanno parlando è quello di ADRIANO, il giocatore del'Inter che non è rientrato dal Brasile.
Ho provato io vergogna per loro, che, evidentemente, non conoscono il significato di questa parola.
Angelo Faravelli
P.S. E' riportato da parecchi siti on line, e ne scrivo anche qui. Vi invito ad inviare 1 o più sms al numero 48580, si dona 1 euro/sms per i terremotati dell'abruzzo!
PACKAGING D'APRILE

Ovviamente la news precedente era uno scherzo, dei 50 lettori che ci risultano, pare che nessuno ci sia cascato, ma, in compenso, la news, inviata come comunicato stampa alle redazioni on-line, ha ottenuto 5 (CINQUE) pubblicazioni.
Ciò la dice lunga sull'efficenza e l'efficacia di una attività simile sul web...
Lo staff di ADVANCE
